11 agosto 2014

Gli aspetti filosofici e storici del taijiquan

influenze del taoismo nello sviluppo del taijiquan

Le origini del taijiquan

Ricercando delle tracce storiche del Qigong nell’arte marziale cinese, è pressochè certo che già ai tempi dell’Imperatore Giallo (2674 a.C.) esistevano delle tecniche di respirazione per la salute che egli divulgò inviando dei medici per l’impero per istruire i sudditi. Tuttavia la prima traccia documentata risale alla dinastia Chou antica (1100 – 221 a.C.) Il Taijiquan prese forma probabilmente a partire da antiche serie di Dao-In in combinazione con esercizi di Qigong e a tecniche marziali praticate all’epoca. Un contributo sotto l’aspetto energetico lo diede sicuramente Da Mo quando nel 527 d.C arrivò in Cina a predicare. Da Mo tramandò i due Qigong classici denominati Yi Jin Jing (ricambio dei muscoli e dei tendini) e Xi Sui Jing (lavaggio del midollo e del cervello). Fu quella di fatto la prima volta in cui le arti marziali vennero divise in stili esterni e stili interni, caratterizzati dal fatto che negli stili esterni il lavoro sull’energia avviene dall’esterno verso l’interno, mentre gli stili interni sono imperniati su un lavoro interiore che solo successivamente coinvolge l’esterno.
La tradizione cinese vuole padre fondatore del Taijiquan l’eremita di religione taoista Chang San Feng, che la leggenda vuole abbia avuto l’ispirazione in sogno; altre fonti asseriscono che egli codificò il Taijiquan dopo aver assistito ad un combattimento tra una gru (o una gazza) ed un serpente; altre fonti ancora sostengono che la nascita del Taijiquan risale alla dinastia Tang (618 – 907 d.C.).
La prova documentata più attendibile della codificazione del Taijiquan è da attribuire a Chen WangTing, maestro della nona generazione della famiglia Chen, vissuto nel villaggio di Chenjiagou nella provincia dell’Henan. Egli fu generale durante la dinastia Ming, caduta nel 1644 a causa dell’invasione Mancia, a causa della quale riparò nello sperduto villaggio di Chenjiagou, ove codificò una serie di movimenti combinati tratti dallo stile del Pugno Rosso del vicino tempio di Shaolin e dal manuale di combattimento del generale Chi JiGuang. Altre fonti riportano che anni dopo un taoista errante di nome Chuan Fa visitò Chenjiagou e insegnò alla famiglia Chen ad incorporare i principi del Tao nella pratica marziale; il flusso del Qi e i principi dello Yin e dello Yang diventarono così patrimonio dello stile Chen. Alcuni testi riportano invece che Chuan Fa fosse solo uno studente di Chen WangTin e che questi fosse già a conoscenza dei principi del Tao quando codificò lo stile Chen.
Con l’inizio del 1900 il Taijiquan divenne maggiormente diffuso ed uscì dalle famiglie tradizionaliste, incontrando una fase di declino con l’avvento delle armi da fuoco, al pari di tutte le arti marziali. Con la caduta della Cina imperiale nel 1911 e a maggior ragione con l’avvento del comunismo nel 1949 l’arte marziale interna perse pressoché totalmente la componente del combattimento per diventare una pratica terapeutica per la longevità. La pratica delle arti marziali era praticamente sconosciuta in occidente fino alla seconda guerra mondiale: fu durante la guerra nel pacifico che gli americani entrando in contatto con i giapponesi riportarono in patria le notizie sulle eccezionali capacità dei soldati del sol levante, e durante l’occupazione del Giappone molti soldati americani cominciarono a studiare le arti marziali giapponesi. Con la guerra di Corea, anche le arti marziali coreane si diffusero in occidente, e solamente nella seconda metà degli anni sessanta il Taijiquan venne conosciuto in occidente

L’arte del Qigong nel Taijiquan

Obiettivo della pratica del Qigong è il benessere; gli organi vitali, dal cui buon funzionamento dipende il benessere di tutto il corpo umano, sono influenzati tanto dal codice genetico, cioè dalla qualità del materiale con cui sono costruiti, quanto dalle correnti energetiche esterne. Il Taijiquan può essere senza dubbio considerato una forma di Qigong in movimento, il cui obiettivo è l’incremento della quantità e della capacità di scorrimento dell’energia, nonché il raggiungimento dell’equilibrio tra le energie Yin e Yang: l’eccesso di Yang, vale a dire di attività e stimoli che pervengono agli organi, disperde e rende impuro il Qi. Vi deve essere pertanto un equilibrio energetico all’interno del corpo affinché questo funzioni al meglio. Per il corpo umano vale lo stesso principio che regola un comune impianto stereo: se la marca è buona e viene immessa l’energia elettrica giusta che scorre correttamente, l’audio sarà ottimo. Allo stesso modo, se il corpo umano è sano e in esso scorre la giusta energia, la salute sarà buona.

Corpo, respirazione e mente durante la pratica

Durante la pratica del Qigong e del Taijiquan il corpo deve essere rilassato ed il respiro tenuto sotto controllo, in quanto il differente ritmo respiratorio influenza in maniera diversa il lavoro; per elevare il livello energetico l’inspirazione deve essere breve e l’espirazione lunga, mentre per procurare rilassamento inspirazione deve essere lunga e l’espirazione più breve. La mente deve essere centrata ma distaccata, non coinvolta in manifestazioni di carattere emotivo. Il Qi deve essere guidato all’interno del corpo, e la vitalità ed il morale devono essere mantenuti alti.
Nel conseguire gli obiettivi, devo ricordare che deve essere idonea la struttura prima di iniziare la pratica energetica. Si ricordi l’esempio dello stereo, se la marca non è buona, la corrente non permetterà comunque un buon ascolto. Nel caso di pratiche di Qigong superiore, così come nella pratica agonistica del Taijiquan, il praticante dovrà essere supportato da un fisico adatto.

Respirazione diretta e respirazione inversa

Si è molto detto sull’importanza della respirazione nel Taijiquan e nel Qigong; è bene specificare quali differenze di finalità abbiano la respirazione diretta e la respirazione inversa.
La respirazione diretta (inspiro gonfiando la pancia ed espiro rilasciandola) ha la funzione di rilassamento, ed è pertanto indicata prima di recarsi a dormire.
La respirazione inversa (inspiro contraendo leggermente addominali e perineo ed espiro rilasciandoli) funziona con lo stesso criterio di un sapone afferrato nella parte bassa che scivola via in su (spinge il Qi verso l’alto) ed ha la funzione di tonificare; è pertanto indicata prima di un evento importante (ad esempio una gara). Il perineo costituisce un punto di passaggio dell’energia verso l’esterno al pari del centro delle mani (Laogong) e del centro delle piante dei piedi (Yongquan) e la punta superiore del capo. La ragione per la quale il perineo è mantenuto tonico durante la pratica del Qigong e va chiuso nel corso dell’inspirazione inversa è per impedire l’uscita del Qi all’esterno e favorirne la risalita. Per questa ragione non è conveniente sedersi in posti freddi e umidi o rimanere con i piedi nell’acqua fredda o prendere la pioggia a capo scoperto, in quanto è favorita l’uscita del Qi e l’ingresso di energia negativa.

Gli stili del Taijiquan

Così come il tempio di Shaolin è considerato la culla degli stili esterni, il monte Wudang situato nella provincia dell’Hebei è considerato la culla degli stili interni. Acquistò celebrità durante la dinastia Song quando si sviluppò il culto della divinità taoista Zhenwu (il Vero Guerriero) o Xuandi (L’Imperatore Nero) che si riteneva risiedesse nella stella polare, punto di riferimento cosmografico del Taijiquan. La “corrente Wudang”, termine coniato sotto la dinastia Qing, fu sostenuta al massimo in opposizione alla corrente Shaolin i cui adepti partecipavano a svariate attività sovversive contro i Qing. In realtà la nascita del Chen, coincidente con l’ascesa dei Qing, nascondeva di fatto una setta segreta che aveva come segreto scopo la restaurazione dei Ming.
La diffusione del Taijiquan è merito prevalentemente di quattro famiglie: oltre alla famiglia Chen, cui va il merito della codificazione dell’omonimo stile capostipite tra gli stili del Taijiquan, caratterizzato da movimenti morbidi alternati ad esplosioni di forza e sembra essere una sintesi della concatenazione dei pugni (Pao Quan) e delle ventinove posizioni del manuale di guerra del generale Ming Qi Janguang. Chen Wangting non mancò di soffocare molte ribellioni al servizio della nuova dinastia dominante.

La seconda è la famiglia Yang, il cui stile deriva dallo stile Chen nel 19° secolo, caratterizzato da movimenti lenti e uniformi. Fondatore è Yang Luchan, nato nella provincia dell’Hebei: imparò la boxe lunga (changquan) da un maestro di nome Liu, e apprese il Taijiquan recandosi a Chenjiagou presso la famiglia Chen. Ritornato al villaggio natale insegnò la cosiddetta “Tecnica delle Trasformazioni” (Hua Quan). Fu lui l’artefice dello spostamento del Taijiquan dalle campagne alle città in quanto partì per Pechino ove fondò una Scuola, insegnando anche alla corte dei Qing.

La terza è la famiglia Wu, il cui stile deriva tanto dallo stile Chen che dallo Yang, caratterizzato dall’inclinazione del busto in avanti e da movimenti più contratti. Fondatore è Wu Jianquan, della provincia dell’Hebei (1870-1942). Nel 1914 divenne professore di arti marziali ed insegnò a Pechino: fu lui a introdurre il Taijiquan a Shanghai durante una dimostrazione nel 1924, divenendo direttore dell’Associazione Arti Marziali della città nel 1928. Oggi in ordine di importanza, lo stile Wu è il secondo dopo lo Yang.

La quarta è la famiglia Sun, il cui stile è stato codificato nel ventesimo secolo da Sun LuTang ed è una combinazione di elementi di Hsing-I e Bagua mescolati con movimenti di Taijiquan: i movimenti sono più duri dello Yang e si avvicinano più al Chen.
Recentemente il Comitato Sportivo Nazionale Cinese ha codificato la forma dei 24 movimenti per facilitare la diffusione del Taijiquan, forma che ha avuto ampia diffusione in tutto il mondo e che costituisce il programma di base dei praticanti di Taijiquan.

La filosofia taoista nel Taijiquan: Wuji e Taiji

Secondo la cosmologia taoista, prima dell’universo esisteva uno stato di vuoto totale; in questo stato primordiale non vi era movimento, né tempo, né energia. I taoisti davano a questo stato il nome Wuji: “Wu” significa “assenza, vuoto”, nulla; “Ji” in questo contesto significa “supremo”: “Wuji” può essere tradotto come “Stato di vuoto supremo”. Quando nel Wuji è partito l’impulso della creazione, questo si è manifestato come “Qi” (l’”Energia”, la “Forza vitale”) attraverso la polarità Yin – Yang: i taoisti hanno chiamato questo processo “Taiji”, la “Realtà Suprema”. Tutti gli elementi dell’universo visibili ed invisibili sono frutto dell’interazione tra Yin e Yang. Il “Qi”, la forza vitale, è la base di tutte le pratiche taoiste; senza il “Qi” la vita stessa si fermerebbe. La pratica del Taijiquan e del Qigong è imperniata sulla ricerca dell’incremento e della connessione con il Qi terrestre, celeste e cosmico.

L’interazione dello Yin e dello Yang si manifesta attraverso le cinque qualità energetiche o i cinque elementi: la prima qualità energetica è l’energia a riposo, che si manifesta in uno stato di quiete e densità identificata con l’acqua, che se non intervengono forze esterne rimane immobile. La fase successiva è il movimento, l’espansione, identificata con il legno, che simboleggia il ritorno della vita dopo una lunga inattività. L’espansione si stabilizza con la fase di massima fioritura e di massima energia, simboleggiata dal fuoco. Quando comincia il suo declino, l’energia si condensa nella fase del metallo. L’energia successivamente si equilibra e si rende disponibile nuovamente alla vita: è la fase della terra. L’universo è energia in movimento generata dalla polarità Yin Yang e l’uomo è una delle manifestazioni energetiche più complesse. L’equilibrio dell’universo è garantito dalle interazioni tra tutti gli esseri viventi rese evidenti dalla catena alimentare e dai continui assestamenti dell’ecosistema.

Qi prenatale e Qi postnatale

I praticanti di Qigong e meditazione cinese ritengono che il corpo contenga due tipi di Qi; il primo tipo è chiamato “Qi prenatale” (Xian Tian Qi) e deriva dalla conversione del Qi Originale Jing (Yuan Jing) acquisito dai genitori al momento del concepimento; si tratta del Qi più puro, ed è in particolare su questo Qi che il praticante deve focalizzare la propria attenzione durante gli esercizi. Il secondo tipo è chiamato “Qi postnatale” (Hou Tian Qi), tratto dal Jing derivato dal cibo e dall’aria, influenzato dai campi elettromagnetici ed incrementabile altresì con l’accrescimento della cultura e con l’attività fisica. Proprio perchè influenzabile da fattori esterni, è ritenuto Qi impuro. Quando questo Qi fluisce o è guidato al cervello, può energizzare lo Shen e lo spirito. Questo Shen energizzato ed alzato è capace di governare e guidare il Qi per tutto il corpo.

Le fonti energetiche
Secondo la filosofia taoista, l’energia di partenza è l’energia vitale ereditata dai genitori: l’energia Yin della madre e quella Yang del padre generano la scintilla della vita: è il Jing, l’energia prenatale. Una delle prime fonti energetiche alla quale si trova esposto il nascituro è l’energia elettromagnetica della terra e delle stelle, tra le quali in ordine di importanza sono il Sole, la Stella Polare e le stelle dell’Orsa Maggiore. L’aria è carica di polvere cosmica, residuo di stelle esplose, asteroidi e pianeti che arriva continuamente sulla terra. Le piante sono l’unica forma di vita capace di trasformare la luce in nutrimento, mentre gli uomini e gli animali possono assorbire questa energia solo tramite il nutrimento dei prodotti del suolo o degli animali che se ne nutrono. Tutta la vita terrestre dipende dalle piante, di cui si nutre la grande maggioranza degli esseri viventi terrestri. Il fine ultimo della pratica del Taijiquan e del Qigong è l’unione dell’uomo con le energie celeste, terrestre e cosmica.

Le corrette posture del Taijiquan eliminano i blocchi energetici aprendo i canali del Qi, i movimenti lenti e morbidi allungano e rendono flessibili muscoli e tendini e i movimenti ritmici sulle giunture assicurano la stimolazione bioelettrica accrescendo il livello energetico nel corpo.
Sorgenti di forza elettromotrice nel corpo umano

Cercheremo di capire quali possano essere le sorgenti di forza elettromotrice, così da poter essere usata per incrementare lo scorrimento di bioelettricità. Generalmente, vengono riconosciute cinque principali sorgenti:
1. Energia naturale. Il corpo è costruito da materiali dotati di una certa conduttività; il suo campo magnetico è continuamente influenzato dal sole, dalla luna, dalle nuvole, dal campo magnetico della terra, e da altre forme di energia. Le maggiori influenze derivano dalle radiazioni solari, dal campo gravitazionale lunare e da quello terrestre. Questi influenzano in maniera significativa la circolazione del Qi, e sono responsabili del comportamento della circolazione, al pari dell’energia generata dalla tecnologia moderna, come le onde elettromagnetiche generate da radio, TV, forni a microonde ed altro.
2. Cibo e aria. In merito alla qualità della vita, assumiamo cibo e aria attraverso la bocca e il naso. Queste essenze sono convertite in qi attraverso le reazioni biochimiche nel petto e nel sistema digestivo (chiamato nella medicina cinese “Il triplo bruciatore”). Quando il Qi è convertito da queste essenze, la forza elettromotrice generata fa circolare il Qi attraverso il corpo. Conseguentemente, una buona parte del qigong è destinata a ottenere il giusto ideale di cibo ed aria fresca.
3. Concentrazione. La mente umana è la più importante ed efficiente fonte di forza elettromotrice bioelettrica. Ogni volta che ci muoviamo per fare qualcosa noi dobbiamo prima generare un’idea (Yi). Quest’idea genera forza elettromotrice e guida il Qi a energizzare i muscoli appropriati per compiere il movimento desiderato. Più ci concentriamo, più forte è la forza elettromotrice che possiamo generare, e maggiore è lo scorrimento di Qi che possiamo guidare. Naturalmente, maggiore sarà lo scorrimento di Qi che guidiamo nei muscoli, maggiormente lo stesso sarà energizzato. Questo perché la mente è considerata il fattore più importante nel lavoro del qigong.
4. Esercizio. L’esercizio converte le riserve di cibo (il grasso) immagazzinato nel nostro corpo in Qi tramite reazioni biochimiche e dunque aumenta la forza elettromotrice. Alcuni stili di Qigong sono stati codificati utilizzando determinati movimenti per questo proposito.
5. Conversione dell’essenza prenatale in Qi. Gli ormoni prodotti dalle ghiandole endocrine sono tra le cellule che si comportano come piccole batterie; nella medicina cinese sono considerati “l’essenza prenatale”. Questi possono essere convertiti in Qi per stimolare il funzionamento fisico del corpo, per mezzo di un incremento della vitalità. Bilanciare la produzione degli ormoni quando siamo giovani e incrementare tale produzione quando siamo anziani sono obiettivi importanti nel Qigong cinese.