15 novembre 2005

Biomeccanica dei calci volanti

Da “Samurai” di novembre 2005

Oramai la prestazione sportiva di alto profilo è strettamente legata alla sempre migliore conoscenza degli aspetti biomeccanici e psicologici; un atleta che ambisce a prestazioni di alto livello deve essere in grado di sfruttare al meglio ogni piccola componente che va ad influire sulla prestazione.

Quando nel 1996 il maestro Gino Battista espose alla conferenza mondiale di Roma la tesi “Biomeccanica dei calci volanti” alcuni delegati esteri ne rimasero colpiti e chiesero di poterne avere una copia: si trattava di uno studio teorico sui fattori che influenzano l’esecuzione delle tecniche in volo. Oggi Battista, divenuto nel frattempo professore in matematica e scienze, può guardare con soddisfazione a quell’elaborato successivamente pubblicato sul testo “Il wushu, avvicinamento e specializzazione” in quanto i risultati sperimentali confermano gli studi.

“Si è trattato di uno studio delle derivate applicate al moto parabolico ed alla meccanica rotazionale” spiega Battista: “Un atleta che esegue un salto compie grosso modo la traiettoria di un proiettile sparato da un cannone: si trattava di cercare di capire in che modo modificare al meglio la traiettoria incrementandone l’altezza. Non si è trattato di un calcolo semplice in quanto bisogna tener conto delle componenti biologiche che a volte limitano la semplice applicazione delle leggi fisiche. Il calcolo diventava ancora più complicato per le tecniche in rotazione, in quanto subentravano anche le leggi della meccanica rotazionale che andavano a sommarsi a quelle della meccanica traslatoria. Infine bisognava capire in che maniera i tempi di azione e reazione influenzavano il salto”

“La ragione per la quale solamente ora possiamo sostenere che gli studi erano esatti” conclude Battista “è che solamente ora mi è stato possibile verificarli su un numero significativo di atleti di alto profilo: i test effettuati sugli atleti della rappresentativa nazionale FIWS hanno dimostrato degli incrementi di prestazione superiori al 100 . Ora abbiamo una dimensione di quanto le conoscenze scientifiche possano dare alla disciplina del wushu. Devo ringraziare molto i dirigenti della FIWS che mi hanno dato uno stimolo importante per proseguire gli studi e gli atleti della rappresentativa nazionale che hanno avuto fiducia nel lavoro proposto.” Per il futuro è già in fase avanzata lo studio sulla meccanica rotazionale delle armi.